Questo testo – trovato qualche tempo fa sul sito della casa editrice Edup – mi era sembrato utile come introduzione all’analisi delle fotografie, in quanto presenta alcuni aspetti tecnici che i normali testi di metodologia della ricerca sociale solitamente trascurano. Oggi l’ho ritrovato, in una selva di links che avevo “tenuto da parte” e – come spesso accade – lasciato lì ad aspettare, dimenticati.
Le infinite variabili legate al mondo delle forme in fotografia si possono analizzare dividendo l’operazione fotografica in cinque fasi non pratiche ma logiche: reperimento, elaborazione, acquisizione, processo, edizione. Si divide l’atto fotografico in cinque parti che corrispondono non a cinque azioni che si compiono in sequenza ma in cinque fasi logiche, contraddistinte ognuna da diverse scelte caratteristiche. Quanto propone Augusto Pieroni, è un metodo per strutturare lo sguardo. Non tanto l’applicazione corretta dei criteri pratici, quanto invece l’applicazione corretta di principi critici.















